Ribasso dello 0.19% sul Nasdaq e leggero rialzo sullo S&P (+0.09%). Volume in discesa rispetto alla sessione precedente; chiusura nella parte superiore della barra.
Scritto così, potrebbe sembrare l'inizio di un salutare rallentamento dopo un buon rialzo. Il problema è che questa lettura è superficiale. Un investitore attento e un pò più esperto può notare che i rialzi dei titoli più venduti durante la correzione continuano senza sosta, rinviando la possibilità di uscire dalla condizione di overbought. Titoli, questi, non rappresentati -in generale- negli indici. Da qui la monotona sessione su Nasdaq e S&P e l'ampiezza (che invece registra tali movimenti) largamente positiva.
In questo momento, non essendo i titoli oversold il mio pane quotidiano, preferisco diminuire la mia esposizione sul mercato, o meglio evitare nuove posizioni con tali condizioni di overbought.
Nella prima parte dell'anno cerco di accumulare punti percentuali nel portafoglio; tali rialzi verranno usati nella seconda parte per aumentare il rischio per posizione e quindi ottenere (si spera) maggiori rendimenti per il portafoglio. Perdere i rialzi accumulati nei primi 6 mesi è molto differente dal perdere il proprio capitale (per me sacro).
Anche un importante investitore USA -Dan Zanger- sottolinea le due caratteristiche principali di questo mercato:
- livelli mai visti di overbought
- i titoli migliori, al momento, sono quelli più venduti durante la correzione; i passati leaders faticano:
Quando pensiamo ai passati leaders, non possiamo non ricordare i famosi FANG (Facebook, Amazon, Netflix, Google); tutti titoli che sono adesso -chi più, chi meno- lontano dai massimi.
Steel, Oil e Coal ieri hanno trainato l'ampiezza:
L'indice delle small cap ha sovraperformato:
Vediamo qualche breakouts di ieri:









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