20 gen 2016

Situazione attuale del 20/01


La spinta del rimbalzo di inizio sessione (con un gap) si è andata via via esaurendo, consegnandoci, in chiusura, una sessione volatile, senza una direzione ben precisa e costellata da distribuzione nei singoli titoli.



Alcuni indici hanno già perforato i minimi di agosto (NYSE), altri si stanno appoggiando su quei livelli (S&P). Le preoccupazioni sono da cercarsi principalmente nell'incapacità di un rimbalzo (almeno tecnico) da condizioni di oversold che ormai durano da diverso tempo.

Questa debolezza mi porta a pensare che, probabilmente, i minimi di questa correzione non sono stati ancora toccati e anche se il paragone con il 2009 non sta in piedi (come molti commentatori ed analisti hanno scritto), il ribasso che ora è confinato tra il 12 ed il 17% a seconda dell'indice - ad esclusione del Russell2000-, potrebbe avvicinarsi al 20%, inizio di un bear market.



Il volume è sceso rispetto alla sessione precedente, anche se è stato maggiore della media degli ultimi 20 giorni. L'apertura forte e la chiusura debole di ieri è un comportamento tipico di mercato in difficoltà.


Il mirino dei fondi istituzionali si è spostato dalle azioni growth a quelle difensive. Questo spiega il perchè questi ultimi hanno retto abbastanza bene alle vendite sul mercato. CPB, STZ e HRL sono alcuni esempi:




L'andamento degli indici sembra legato alle performance del petrolio che come tutti sappiamo sta vivendo momenti molto difficili:


Interessante notare come l'incessante produzione di alcuni "tipi" di petrolio ha portato a prezzi molto inferiore ai $30, ed in un caso, i raffinatori si stanno facendo pagare per "acquistare" il North Dakota Sour (notate il segno meno davanti):


Questi sono i risultati economicamente ed ecologicamente insostenibili di una politica di estrazione continua di un bene finito e della sua successiva vendita a qualunque prezzo. Conseguenze ci saranno (ed iniziano a vedersi i primi segnali) in tutte le parti in gioco.

Il BPNYA, sempre in negativo, si sta portando ai livelli del 2011:


Utilities e diversi settori divensivi (ad esempio beni di consumo, come visto prima) sono i vincitori della sessione odierna; argento, oil&gas, carbone, oro, rame - le materie prime, per semplificare - sono i perdenti:


Vediamo qualche titolo; molti stanno costruendo una base e serve del tempo per concludere tale formazione.





















Nessun commento:

Posta un commento